Il mercato delle macchine utensili in Italia

Ad Hannover, da 18 al 23 settembre si è svolta la EMO. Si tratta della più importante fiera a livello europeo per il comparto delle macchine utensili. E’ una fiera con cadenza biennale che si svolge alternativamente in Germania ed in Italia, cioè nei paesi che sono sia i due principali produttori che i due principali mercati per le macchine utensili in Europa.

Dati relativi al mercato italiano

In questa occasione sono stati pubblicati da UCIMU, associazione italiana dei costruttori di macchine utensili, sia i dati relativi alla produzione sia quelli relativi all’andamento del mercato interno.

Questi dati non solo sanciscono l’uscita dalla decennale crisi economica avvenuta nel corso del 2015 / 2016, ma fanno essere ottimisti anche per il mercato della meccanica strumentale e dei beni di investimento per gli anni a venire.

Il mercato è cresciuto del 18.6% dal 2015 al 2016. Si tratta della crescita maggiore tra i primi otto paesi al mondo:

market growth 2016 vs 2015  market size 2016 (M€) 
China -0.2%                          24,772
USA +0.4%                             8,024
Germany +6.3%                             6,160
Japan +11.5%                             4,625
Italy +18.6%                             3,183
South Korea -7.7%                             3,180
Mexico +7.9%                             2,173
India +11.5%                             1,731

La produzione è aumentata del 6.4% e, per soddisfare la richiesta interna, le esportazioni sono calate del 4%.

Il trend della produzione continua ad aumentare e lo sfruttamento della capacità produttiva è passato dal 75% del quarto trimestre 2015 al 83% del secondo trimestre 2017.

Gli ordini ricevuti dai produttori italiani nel 2017 sono maggiori del 9.9% rispetto al 2016 con un aumento del 5.6% per gli ordini dall’estero e del 24.8% per gli ordini interni.

Interpretazione dei dati  e previsione

L’UCIMU, rappresentando i costruttori italiani nei confronti del governo e del mondo politico, da ovviamente molto rilievo all’influsso positivo sugli investimenti da parte delle iniziative governative denominate “Industry 4.0”, che agiscono con un alleggerimento fiscale per le aziende che investono in automazione.

Questo è certamente un fattore ma non credo sia quello dominante. Molto si deve anche alla situazione generale della economia mondiale, ma soprattutto ad un fenomeno tutto italiano. La maggior parte delle aziende della meccanica sono in mano a individui o famiglie. Negli anni della crisi solo le aziende performanti hanno resistito ed hanno continuato a fare utili. Nella situazione di incertezza generale, questi non sono stati impiegati, bensì accantonati.

Una volta usciti dalla crisi e con un mercato che richiede prodotti con maggiore contenuto tecnologico degli anni pre-2008, le famiglie industriali si sono trovate a dover investire, ma anche ad averne i mezzi, spesso senza dover attingere al credito.

La crescita del mercato italiano proseguirà nel medio termine, anche se non più in doppia cifra. Oxford Economics (interpellata da UCIMU) stima la crescita del mercato italiano per il 2017 in +10.6% contro il +3.6% dell’Europa, +3.5% del mondo e prevede una crescita più moderata per il biennio successivo.

Autore: Michele Schweinöster

Manager internazionale con profonda conoscenza degli ambiti dei beni durevoli di consumo e delle macchine, funzionalmente esperto nelle aree di service, logistica e vendite.

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